A Casalecchio è nata “la sporta giusta”
In occasione della settimana nazionale dell’iniziativa “porta la sporta”, volta a sensibilizzare i cittadini sui danni della plastica, dell’usa e getta e in particolare delle borsine di plastica, l’Assessorato all’Ambiente ha organizzato il laboratorio “fa’ la sporta giusta!” per la realizzazione di borse in tessuto di recupero, che si è svolto alla casa per l’ambiente dal 17 al 23 aprile scorso.
La partecipazione è stata ampia e variegata: mamme con bambini, casalinghe del Moica (Movimento Italiano Casalinghe) e non, pensionate e lavoratrici, tutte armate di tessuti di recupero, forbici e tanta voglia di cucire splendide sporte per sè e per tutti. Per molte è stata una bella occasione per lavorare in compagnia liberando la creatività e al contempo scambiarsi notizie sui piccoli accorgimenti che aiutano a ridurre il nostro impatto sull’ambiente. Come la sporta di tela.
A mano a mano che confezionavamo le borse, ci si compiaceva del fatto che venissero così belle e di sapere che ciascuna di queste avrebbe risparmiato all’ambiente almeno 80 borsine di plastica all’anno!
Poi, dopo un paio di rinvii causa pioggia, mercoledì 26 maggio abbiamo portato in centro a Casalecchio le nostre 150 stupende borse di stoffa (150 x 80 = 1.200 shoppers in meno all’anno!!) e le abbiamo regalate ai passanti, soprattutto a quelli dotati di borsina di plastica. Abbiamo scelto di regalarle perché, in una società ove tutto è mercificato e quantificato, la gratuità evoca un modello diverso: fare un dono solo per fare piacere porta sempre qualcosa di buono in cambio. E per noi che le abbiamo realizzate il miglior ritorno sarebbe quello di veder girare per Casalecchio tante tante e tante borse di stoffa giuste!
Anche quella della distribuzione è stata un’esperienza interessante: se da una parte è triste constatare che per molti non c’è nessuna coscienza del gesto di usare per pochi minuti un oggetto che può durare cento anni, è anche vero che tutti hanno dimostrato di apprezzare l’iniziativa, alcuni hanno offerto tessuti per creare nuove borse e qualcuno si è anche proposto per partecipare a ulteriori nuovi laboratori.
Abbiamo fatto un primo passo. Il nostro obiettivo è che questo progetto diventi una prassi consolidata con la collaborazione, speriamo, anche delle attività commerciali che, ringraziamo, hanno aderito all’iniziativa.
Perchè questa iniziativa?
- Perché il consumo di buste di plastica ha raggiunto cifre stratosferiche e in continuo aumento: dai 400 ai 500 all’anno per ogni persona nei paesi industrializzati, usati per una media di 12-20 minuti con un dispendio di risorse ingiustificato.
- Perché è uno dei rifiuti più frequentemente abbandonati che infestano l’ambiente con il loro potenziale tossico; la plastica infatti non si biodegrada ma si fotodegrada rompendosi in particelle sempre più piccole che contaminano terreni ed acque, che vengono ingerite da animali entrando nella catena alimentare umana. Questo processo, a seconda delle condizioni ambientali, dello spessore e delle caratteristiche del tipo di plastica può durare da una ventina a un centinaio di anni.
- Perché i sacchetti trasportati in mare da scarichi, corsi d’acqua e vento trovano in acqua una temperatura che allunga il loro ciclo di vita in centinaia di anni. Durante i quali si trasformano in serial killer per gli animali marini (delfini, foche, tartarughe) che li scambiano per meduse o che vi rimangono accidentalmente intrappolati. Morto l’animale il sacchetto torna libero di uccidere ancora.
- Perché le particelle in cui i sacchetti si frantumano si vanno ad aggiungere ad altri detriti plastici che infestano e contaminano i nostri mari e oceani per periodi che variano da 400 a mille anni. Nell’oceano Pacifico si è formato un continente di spazzatura con tutta la plastica buttata dagli anni 50 in poi di cui i sacchetti costituiscono una grossa parte. Lì si trovano aree dove la percentuale di particelle di plastica supera la quantità di zooplancton in rapporti che vanno da (almeno) 6 a 1 sino ad arrivare a 30 a 1.
- Perchè la più recente direttiva europea 98/2008/CE in materia di gestione dei rifiuti ribadisce che le strategie e le politiche di settore, adottate dai diversi Paesi Membri e dalle Istituzioni Locali, devono conformarsi alla necessità di dare priorità a riduzione, riuso e riciclaggio rispetto a recupero energetico e smaltimento. L’articolo 4 in particolare stabilisce una precisa gerarchia da rispettare nel ciclo della gestione dei rifiuti: prevenzione>riuso>riciclaggio>altri recuperi (tra cui quello di energia)> smaltimento finale.
In questo quadro è del tutto evidente che il sacchetto di plastica andrebbe prima di tutto evitato, in secondo luogo sostituito con materiale durevole e solo in terzo luogo riciclato.
La stessa logica va applicata a tutte le soluzioni monouso anche se biodegradabili come gli shopper in carta o bioplastica. Non è possibile ridurre drasticamente la produzione di rifiuti procapite che ammonta in Italia a circa 530 kg all’anno se non si va ad eliminare ovunque possibile imballaggi e contenitori monouso sostituendoli con soluzioni riutilizzabili. Allo stesso modo, per contrastare la produzione dei gas serra responsabili del cambiamento climatico, bisogna fare un uso intelligente delle risorse naturali, ormai in diminuzione, e intese nel loro complesso come risorse agricole, di materie prime, di acqua, ecc.
Come fare a ricordarsi di prendere una borsa con sé?
- Iniziare la lista della spesa con la parola borsa;
- Tenere borse di scorta ripiegabili in borsetta, nello zaino, in valigia, in macchina, in tasca;
- Appendere una borsa di tela alla maniglia interna della porta di casa;
Dopo un primo periodo di allenamento, in cui è necessario utilizzare qualche piccola precauzione come quelle sopra descritte, la buona abitudine diventa routine.
Si ringraziano: Amelia, Angela, Angela, Anna, Bettina, Bona, Bruna, Deanna, Fernanda, Franca, Giovanna, Giovanna, Giulia, Ida, Laura, Liliana, Lina, Luca, Maria, Mya, Olga, Ranvita, Shraddha, Silvia, Teresa, Titti e Pupone. E’ grazie a loro che sono state realizzate le sportine giuste.

