Lo scandalo dello spreco del cibo
Sono circa un miliardo le persone che nel mondo sono a rischio fame. Una cifra impressionante che non sembra diminuire nel tempo. Anzi. Si prevede che nel 2050, quando la popolazione mondiale raggiungerà la cifra impressionante di 9,3 miliardi di abitanti, ben un terzo soffrirà per la mancanza di cibo.
Tutto questo mentre ora - e questa è una vera vergogna - negli Stati Uniti il 35% della popolazione adulta soffre di obesità, in Gran Bretagna il 24%, mentre in Italia si registra il record dei bambini sovrappeso, con uno su tre fra i 6 e gli 11 anni. Anche la Cina sta pagando il suo tributo alla modernizzazione a alla ricchezza e pure in questo paese si contano “nuovi obesi”, dieci su cento abitanti.
Questa terribile disuguaglianza ha molte cause. La fame nel mondo, oltre alla bassa produttività dei contadini nel terzo mondo, oltre ai forti sostegni ai biocarburanti che hanno causato una forte impennata nella domanda globale di materie prime, oltre al cambiamento climatico, è causata dall’enorme spreco di cibo.
Mangiare meno, mangiare tutti, è la soluzione ridotta a slogan, invocata dalla Fao per riuscire a risolvere questo squilibrio insopportabile.
Una percentuale fra il 30 e il 40% del cibo prodotto dalla filiera alimentare viene scartato e distrutto, senza mai essere consumato. In Italia, ogni anno, vengono buttati 6 milioni di tonnellate di cibo.
Ma il problema a due facce di affamati e obesi non attraversa solo il mondo ricco e il cosiddetto terzo mondo. Anche all’interno dell’Occidente civilizzato e ipervitaminizzato vi sono enormi differenze. Gli Stati Uniti, dove quasi la metà della produzione alimentare finisce nei cassonetti, e dove i ciccioni, i super obesi, sono panorama abituale nelle strade delle città, contano però 35 milioni di persone che non hanno un accesso garantito al cibo. In Europa 43 milioni di persone sono a rischio fame e in Gran Bretagna 4 milioni di cittadini non sono in grado di avere una dieta adeguata.
Nello spreco del cibo i comportamenti individuali perversi si sommano alle grandi manovre speculative dei mercati, in un mondo che affama un miliardo di persone e allo stesso tempo spreca quanto basterebbe a garantire a tutti una dieta più che equilibrata.
Si è calcolato che se in Inghilterra, se si riuscisse con comportamenti adeguati ad eliminare lo spreco alimentare si potrebbe sfamare l’intera popolazione del Pakistan, alleviando le sofferenze di quel popolo e non alimentando pericolose derive fondamentaliste.
In Italia iniziative come quelle di Last Minute Market sono molto importanti perché riescono a ridistribuire risorse alimentari a chi ne ha bisogno e si trova in situazione di disagio, riciclando il cibo che la produzione e il mercato ritiene eccedente e oramai inutile.
Un’altra cosa molto importante per il riequilibrio alimentare è quello di passare ad una dieta povera di carne. Infatti una dieta ricca di vegetali richiede circa un quarto dell’energia rispetto a una dieta ricca di carni rosse. Passare in questo senso da una dieta basata sui vegetali, riduce in proporzione le emissioni di gas serra tanto quanto il passaggio da un Suv a una automobile ibrida. Si libererebbero inoltre molti terreni, ora occupati dall’allevamento del bestiame, per coltivarli a vegetali, ortaggi, etc.
Molte sono le cose che possiamo fare per non sprecare cibo, per avere una dieta più equilibrata e tutti i giorni dobbiamo porre una grande attenzione a ciò che mettiamo in bocca e ciò che invece buttiamo nella spazzatura. Ne va della nostra salute e della salute del pianeta!

