Riscoprire la stagionalità
Ci chiediamo spesso perchè i nostri bambini non sappiano come sono fatte le galline o le mucche. Il motivo è semplice: perchè le hanno sempre viste sotto forma di bistecche. E’ lo stesso motivo per cui noi stessi abbiamo disimparato a distinguere la frutta e la verdura di stagione. Davanti ai banconi superforniti dei supermercati non sappiamo più che cosa consumiamo e l’origine di quel che ci mettiamo nel piatto, che spesso è già preconfezionato e pronto per essere mangiato.
In uno sketch divertente, Fabio Fazio racconta come si arrabbia ogni volta che al ristorante, chiedendo la frutta, gli vengano sempre offerti ananas o fragole, ovunque vada e in qualunque stagione.
Andate in qualsiasi città o autogrill e provate a chiedere di potere mangiare una delle arance destinate alle spremute: vi sgraneranno gli occhi increduli e vi chiederanno delle cifre spropositate.
Paradossalmente nel nostro Paese, che tutti ci invidiano per la ricchezza e la varietà dei prodotti della terra e del sole, il consumo di frutta e verdura è non solo paradossalmente basso, ma assolutamente “fuori stagione”. Siamo in grado di mangiare davvero fragole a Natale e arance in primavera.
Per fortuna alcuni supermercati nei reparti dedicati ai prodotti freschi stanno aiutando i consumatori a orientarsi rispetto alle loro scelte di consumo, esponendo grandi tabelle che indicano a quale periodo dell’anno corrisponde la maturazione di frutta e verdura. Di fatto, però, buona parte dei prodotti sono disponibili e quindi venduti nel corso dell’intero anno, perchè provenienti dall’estero, o da coltivazioni in serra, o da celle frigorifere. Per il consumatore quindi scegliere consapevolmente risulta davvero difficile, specie se deve districarsi fra cassette di banane e di pomodori, sovraesposti 365 l’anno.
Allora come fare?
Alcuni gruppi d’acquisto solidale, anche nella nostra zona, consentono l’acquisto di prodotti stagionali, biologici e soprattutto locali. La formula utilizzata, per lo più, è quella della cassetta mista settimanale, in cui è possibile riscoprire e assaporare frutta e verdura “brutta” e “dimenticata” dall’estetica del supermercato, ma sicuramente più legata al nostro territorio nei sapori e nella possibilità di riscoprire le ricette delle nostre nonne.
Ma quali sono i prodotti che l’autunno ci riserva?
Per quanto riguarda la frutta, all’inizio dell’autunno ci sono naturalmente uva e cachi, ma già si affacciano le mele, le pere, le clementine e le arance, in attesa dei kiwi, che ormai sono diventati produzione nostrana, almeno in inverno.
Fra gli ortaggi, abbandonati pomodori e peperoni a inizio stagione, c’è ancora abbondanza di spinaci, bietole e cicorie, cavoli di ogni qualità, ma anche sedani, finocchi, cardi, cipolle e carciofi. Insomma, tutto l’occorrente per delle ottime minestre, cui non possono certo mancare patate a volontà.
Sarebbe interessante se voi stessi ci segnalaste prodotti tipici del vostro territorio, magari un po’ “demodé”, con l’indicazione geografica e la collocazione all’interno del ciclo delle stagioni.
Per aiutare i nostri lettori a orientarsi nella scelta dei prodotti giusti per ogni stagione, vi invitiamo a stampare e appendere questo utile promemoria, o di portarlo con voi ogni volta andiate a fare la spesa.

