Vuoi aiutare il pianeta? Consuma meno carne

Vuoi aiutare il pianeta? Consuma meno carne

Si è calcolato che ogni uomo occidentale consuma mediamente, nel corso della sua vita, otto mucche, trentasei pecore, trentasei suini, e cinquecentocinquanta polli. Solo a provare a visualizzare questi dati ci viene incontro l’immagine di un piccolo mattatoio personale che ognuno di noi crea con le sue abitudini alimentari. A parte le considerazioni di ordine morale sulla sofferenza provocata nell’allevamento intensivo e nell’uccisione di questi animali,  si impone una riflessione di carattere ambientalista su questo spropositato consumo di carne del mondo cosiddetto civilizzato. L’allevamento del bestiame da trasformare in carne – sia rossa che bianca -  è all’origine di massicce emissioni di gas, provoca deforestazione, divora enormi quantità di acqua e contribuisce quindi in modo significativo ai sempre più allarmanti malanni della Terra.Bisogna quindi cambiare con decisione le nostre abitudini alimentari, rinunciando inizialmente alla carne per due giorni alla settimana e poi procedere ad ulteriori riduzioni.

Queste le ulteriori cifre, fornite dalla FAO che dovrebbero indurci in comportamenti virtuosi: l’allevamento di bestiame da macello genera un quinto delle emissioni che causano l’effetto serra. I ruminanti, in particolare le mucche, aggravano il problema perché a causa della loro accentuata flatulenza emettono in grandi dosi una sostanza – il metano – ventitré volte più pericolosa del biossido di azoto per quanto riguarda il surriscaldamento globale.E’ quindi necessario un intervento deciso perché su scala mondiale il consumo della carne è in forte aumento e in assenza di inversioni di tendenza porterà a raddoppiare gli allevamenti di bestiame da oggi al 2050, a ulteriore scapito del pianeta.

Le implicazioni globali della crescita dell’industria zootecnica, in particolare se consideriamo i problemi causati dalle malattie di origine alimentare, dalla farmaco-resistenza e dalle potenziali pandemie, sono terrificanti.
Un consumo considerevole di carne – soprattutto quella rossa – è dimostrato che provoca un notevole aumento di tumori di tipo intestinale, problemi metabolici e un accumulo di ormoni, presenti nelle carni, i cui effetti a lungo termine non sono ancora ben valutabili, ma sicuramente bene non fanno. Inoltre tutte le carni provenienti da allevamenti industriali contengono alte dosi di antibiotici che introdotte nel nostro  organismo ci rendono sempre più farmaco resistenti e quindi più attaccabili da virus e batteri.

La rinuncia alla fettina  o al panino al prosciutto non diventa quindi solo una opzione per migliorare le nostre condizioni di salute personali, ma anche un fattore decisivo per la  salute dell’intero pianeta.


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