Genuino clandestino

Genuino clandestino

Una provocazione e una proposta articolata. E’ quello che propone la Casa per la Pace di Casalecchio di Reno mercoledi 25 gennaio 2012 con la proiezione del documentario Genuino Clandestino e con la raccolta di adesioni per il progetto Sistema Territoriale dell’Economia Solidale.

Promossa dall’associazione CampiAperti, Genuino Clandestino è una campagna per denunciare un insieme di norme ritenute ingiuste che, equiparando i prodotti contadini trasformati a quelli delle grandi industrie alimentari, li rende di fatto fuorilegge.

CampiAperti è un’associazione sorta una decina di anni fa dall’esperienza del gruppo informale del Coordinamento per la Sovranità Alimentare che riuniva un gruppo di contadini che praticavano l’agricoltura biologica e alcuni consumatori responsabili. Oggi, come si legge dal loro sito, fa informazione, collabora con altre associazioni, gruppi e istituzioni al fine di promuovere l’incontro tra produttori e consumatori responsabili, di divulgare l’uso e la pratica dell’agricoltura contadina biologica, delle produzioni eco-compatibili, del risparmio delle risorse naturali, della ricerca di strumenti per il controllo della qualità dei prodotti e l’autocertificazione delle produzioni biologiche, come il confronto diretto tra produttori e consumatori, il controllo reciproco tra produttori, la condivisione delle esperienze e delle conoscenze tecniche.

L’associazione vede nella vendita diretta senza passaggi intermediari un ottimo strumento per tenere i prezzi contenuti e retribuire equamente il lavoro di contadini e allevatori. Facendo mercato in luoghi che condividono il suo stile – a Bologna l’XM24 e il VAG61, la Scuola di Pace a San Lazzaro di Savena – si incoraggia l’incontro fra produttori e consumatori, all’insegna della stagionalità, del kilometro zero, del biologico e dell’impatto ecologico minimo.
Agli aderenti all’associazione viene richiesta la disponibilità alle visite in azienda, in cui può essere verificata l’effetiva modalità di lavorazione dei prodotti che poi si ritrovano sui banchi. I produttori quindi aderiscono a una comune “carta d’intenti”, una sorta di autocertificazione della genuinità del loro prodotto e del trattamento secondo regole di igiene comuni a tutte le nostre cucine da secoli.
La principale obiezione che questi produttori fanno alla normativa europea è quella di essere pensata per grandi aziende, destinatarie per altro di buona parte dei fondi comunitari, ma assolutamente inapplicabile per piccole imprese, in termini di laboratori specializzati, con determinati standard di dimensioni e attrezzature. Pertanto a questi produttori è praticamente chiusa la possibilità di presentarsi nei mercati all’ingrosso per l’impossibilità di competere sui prezzi e allo stesso tempo non è data la possibilità di trasformare i propri prodotti, ossia pane e prodotti da forno, vino, conserva, farina e granaglie, pasta fresca, uova, miele, prodotti da erboristeria.

Genuino clandestino, come dice il “non-logo” che l’accompagna, è dunque la campagna nata a Bologna e poi diffusasi a tutta la penisola, per la libera lavorazione dei prodotti contadini. La denuncia che CampiAperti fa di queste norme ritenute ingiuste e inapplicabile per le piccole aziende, rendendole fuorilegge, è allo stesso tempo un manifesto della politica di trasparenza che da sempre mantiene nei confronti dei propri consumatori.

Per saperne di più è utile andare a guardare il documentario Genuino Clandestino di Nicola Angrisano, il collettivo di filmaker napoletani che ruota intorno al progetto di Insutv (gli stessi di Una Montagna di Balle).
Nel documentario si raccolgono testimonianze di molte parti del nostro Paese, e vengono analizzate le dinamiche del mercato alimentare, al fine di trovare nuove forme di “resistenza contadina”. Nel filmato è presente anche un intervento interessante anche quello del preside della Facoltà di Agraria di Bologna Andrea Segrè, l’inventore di Last Minute Market, che spiega come attualmente il sistema funzioni male, dato che “non riusciamo a nutrire i 2/3 della popolazione mondiale, mentre potenzialmente potremmo nutrirne il doppio”.
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La visione del film che verrà proiettato mercoledi 25 gennaio alle ore 20,45 alla Casa per la Pace La Filanda di Casalecchio di Reno, si accompagna a una proposta concreta che nasce sul nostro territorio, il tentativo di progettare insieme un Sistema Territoriale dell’Economia Solidale. Per cominciare a riflettere sull’importanza sociale ed economica delle produzioni locali e sulla loro stretta relazione con il territorio, del rapporto solidale e fiduciario tra produttori e consumatori accomunati da obiettivi comuni e dall’equità e trasparenza del prezzo, sulla libera lavorazione dei prodotti destinati alla vendita diretta da parte delle piccole aziende e sull’esigenza di trovare strumenti per faciliare l’accesso alla terra da parte di aspiranti contadini.


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