Invito alla sobrietà felice

Invito alla sobrietà felice

Ormai è innegabile che ci troviamo in un periodo di crisi molto forte, che colpisce soprattutto chi ha un lavoro precario, spesso giovane, o chi il lavoro lo sta perdendo o l’ha già perso. Ci viene richiesto quotidianamente di fare dei sacrifici, ma sarebbe forse più utile a questo punto affrontare un tema che da tanti anni viene portato avanti da personaggi come Francuccio Gesualdi o Andrea Saroldi, che insieme con altri hanno scritto un interessante libro dal titolo Invito alla sobrietà felice.

Nel pensiero dell’allievo di don Milani, sobrietà non significa solo privazione, ma significa soprattutto “uno stile di vita, personale e collettivo, più parsimonioso, più pulito, più lento, più inserito nei cicli naturali… più in modo di essere che di avere, che sa distinguere tra i bisogni reali e quelli imposti”.

Sarebbe allora interessante cercare di approfittare di questo momento per cominciare ad attuare comportamenti virtuosi che possono fare sicuramente bene al nostro portafoglio, ma che a lungo raggio portano effetti positivi sui nostri comportamenti e sulla realtà che ci circonda.

Molte azioni possono passare semplicemente dal fare la spesa, che ai giorni nostri viene visto come il principale mezzo politico in mano ai cittadini.

Cerchiamo di evitare di acquistare prodotti con imballaggi eccessivi, che spesso incidono pesantemente sul prezzo, preferendo invece, quando possibile, confezioni grandi o addirittura, laddove sia possibile, prodotti alla spina.

Allo stesso tempo, però, è inutile riempire le nostre dispense di beni che non consumeremo mai e quindi butteremo via: cerchiamo di essere più attenti e meno ingordi, oppure di allargare le nostre tavole agli amici per consumare insieme invece che sprecare.

Evitiamo anche di comprare prodotti usa e getta: dai tovaglioli, ai fazzoletti, ai pannolini per i bambini. Le soluzioni della nonna non erano affatto male e ci eviterebbero acquisti frequenti e risorse letteralmente buttate.
Sarebbe utile allargare questa abitudine anche fuori casa, segnalando i gestori che hanno detto no all’usa e getta.

L’acqua è un altro bene su cui possiamo intervenire: invece di comprarla, per di più in bottiglie di plastica, se nella nostra città è potabile, beviamo quella del rubinetto, servendoci eventualmente di caraffe filtranti per limitare il sapore di cloro che può essere fastidioso.
Sempre in tema di bevande, cerchiamo di comprarle in bottiglie di vetro e prediligiamo i luoghi in cui sia possibile effettuare il vuoto a rendere.

Non possiamo nemmeno scordarci, quando facciamo la spesa, di portare con noi delle borse di tela oppure sacchetti di plastica che abbiamo già in casa e che quindi possiamo agevolmente riutilizzare.

Cominciamo a frequentare i mercati dell’usato e del baratto: potremo dare nuova vita a oggetti che non ci servono più, così come potremo trovare a buon prezzo quello che ora serve a noi.

Quando utilizziamo l’auto privata, cerchiamo di “massimizzare il carico”: facciamo a turno coi nostri colleghi di lavoro per accompagnarci a vicenda, e facciamo a turno anche per portare i nostri figli a scuola. Senza dimenticare che, dove è possibile, meglio usare il mezzo pubblico, o la bicicletta o, perchè no?, anche andare a piedi!

E infine cerchiamo di stare di più insieme: la convivialità e la discussione creano nuove idee per vivere meglio e trovare soluzioni originali ai problemi che da soli sarebbero forse insormontabili!

Intervista a Giovanna Rossiello, conduttrice di Fa’ la cosa giusta


Ti potrebbe interessare anche: