<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cambieresti?</title>
	<atom:link href="http://www.cambieresti.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.cambieresti.org</link>
	<description>Consumi, Ambiente, Risparmio Energetico, Stili di Vita</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 Feb 2012 16:38:39 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Chi li ha visti?</title>
		<link>http://www.cambieresti.org/blog/2012/chi-li-ha-visti/</link>
		<comments>http://www.cambieresti.org/blog/2012/chi-li-ha-visti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 16:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Carboni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[arpa]]></category>
		<category><![CDATA[conai]]></category>
		<category><![CDATA[ermes]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[regione emilia-romagna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cambieresti.org/?p=1358</guid>
		<description><![CDATA[Ma la raccolta differenziata è davvero efficace? In che cosa si trasformano i nostri rifiuti?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per rispondere alla questione sul destino dei rifiuti della raccolta differenziata, la <strong>Regione Emilia-Romagna</strong>, insieme con <strong>CONAI</strong> e <strong>ARPA</strong> &#8211; ha effettuato una ricerca che analizza i dati del 2009 e che ora viene pubblicata con il titolo <a href="http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/rifiuti/temi/linee-dazione-e-progetti/chi-li-ha-visti" target="_blank">Chi li ha visti?</a></p>
<p>Da questa interessante ricerca emerge che la <strong>quasi totalità</strong> di ciò che noi destiniamo alla <strong>raccolta differenziata</strong> trova una nuova vita e viene reitnrodotta nel ciclo produttivo, contribuendo a diminuire lo spreco di risorse e di energia.</p>
<p>Per dare un&#8217;idea snoccioliamo alcuni numeri. Per ogni abitante dell&#8217;Emilia-Romagna sono stati raccolti19 kg di plastica e di questi ne sono stati recuperati 14. Per quanto riguarda la carta, su 68 kg raccolti, ne sono stati recuperati ben 67.  Per il vetro, su 32 raccolti, i recuperati sono 29, per l&#8217;umido il rapporto è 42 a 39. Ottimi risultati anche per acciaio e alluminio: per i 6,4 Kg raccolti, ne vengono recuperati ben 6,2.</p>
<p><strong>Ma in che cosa si trasformano i nostri flaconi o i nostri giornali?</strong><br />
La ricerca fa alcuni esempi molto eloquenti, che dovrebbero incoraggiarci a impegnarci ancora di più per separare correttamente quello che va a finire nel bidone.<br />
Tre scatole di scarpe si possono trasformare in una cartelletta di cartoncino, mentre 20 bottiglie di plastica possono diventare una morbida coperta di pile. Dai barattoli di acciaio e alluminio possono nascere carrelli per la spesa e biciclette. Senza contare che 10 kg fra umido e sfalci da giardino possono concimare un metro quadro di terra.</p>
<p>La ricerca mette in rilievo anche le <strong>province più virtuose</strong>, e Bologna non riesce ancora a primeggiare in nessuna delle raccolte, piazzandosi sempre al di sotto della media della Regione. <strong>Rimini</strong> è al primo posto per <strong>carta</strong> (97 kg all&#8217;anno pro capite), <strong>plastica</strong> (32) e <strong>vetro</strong> (39), mentre <strong>Reggio Emilia</strong> eccelle per quanto riguarda <strong>legno</strong> (64) e <strong>verde</strong> (128). La medaglia d&#8217;oro per l&#8217;<strong>organico</strong> &#8211; che costituisce circa il <strong>30% dei rifiuti</strong> &#8211; va a <strong>Forlì-Cesena</strong>, con 59 kg pro capite, contro i 34 di Bologna e i 59 di media regionale.</p>
<p>Nonostante questi ottimi risultati, è però necessario continuare a invitare i cittadini a impegnarsi nella raccolta differenziata e nella diminuzione degli sprechi. Riportiamo quindi qui di seguito una sorta di decalogo, con dei <strong>consigli utili per una raccolta corretta</strong>:</p>
<p>- Differenzia i rifiuti in base al materiale di cui sono fatti</p>
<p>- Rimuovi i residui di cibo dai contenitori prima di gettarli</p>
<p>- Ricorda di mettere nell’indifferenziato le confezioni troppo sporche</p>
<p>- Separa in più parti gli imballaggi composti da materiali diversi</p>
<p>- Riduci il volume di bottiglie e scatole</p>
<p>- Segui le indicazioni per la raccolta riportate sulle confezioni, quando presenti.</p>
<p>- Non buttare rifiuti nel contenitore sbagliato</p>
<p>- Porta al centro di raccolta i rifiuti ingombranti e pericolosi</p>
<p>- Se hai dubbi sulla raccolta rivolgiti al gestore del servizio pubblico</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cambieresti.org/blog/2012/chi-li-ha-visti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Energia pulita dalla ruota idraulica della Filanda</title>
		<link>http://www.cambieresti.org/blog/2012/energia-pulita-dalla-ruota-idraulica-della-filanda/</link>
		<comments>http://www.cambieresti.org/blog/2012/energia-pulita-dalla-ruota-idraulica-della-filanda/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 10:11:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Ungarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[Canonica]]></category>
		<category><![CDATA[Filanda]]></category>
		<category><![CDATA[impronta ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>
		<category><![CDATA[ruota idraulica]]></category>
		<category><![CDATA[stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Turbina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cambieresti.org/?p=1351</guid>
		<description><![CDATA[La nuova ruota idraulica della Filanda produrrà energia alternativa per l'uso a livello territoriale, con riduzione di emissioni di gas serra]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Entro la <strong>fine del mese di aprile e l’inizio del mese di maggio</strong> entrerà in funzione una <strong>turbina</strong>, o meglio <strong>una ruota idraulica,</strong> alla <strong>Filanda alla Croce di Casalecchio</strong>, che fornirà energia pulita  ad un costo estremamente contenuto.</p>
<p>Si tratta di una grande <strong>pala in acciaio mossa dall’energia idraulica e collegata ad una moderna turbina</strong> collocata nell’alloggiamento della vecchia turbina che dava energia al mulino della Filanda. In questo conteso la ruota idraulica del vecchio mulino verrebbe “ricostruita” ex novo. Oltre all’aspetto architettonico – urbanistico, questa operazione si prefigge due scopi: <strong>la produzione di energia alternativa da usarsi a livello locale e la funzione didattico – dimostrativa, per illustrare concretamente, soprattutto a beneficio delle scuole, come si può produrre energia dall’acqua.<br />
</strong><br />
La realizzazione dell’impianto prevede un buon impatto complessivo sulla produzione di energia elettrica, proponendo una <strong>riduzione delle emissioni di gas serra</strong> in atmosfera con un risparmio di CO2 stimato<strong> pari a 1800 ton/anno</strong>. Questi dati raddoppiano, indicativamente, in caso di realizzazione di un secondo impianto.<br />
Da un punto di vista tecnico, l’impianto della “Canonica” prevede l’installazione di 2 turbine idrauliche da<strong> 330 kW</strong> di potenza ciascuna, mentre per l’eventuale <strong>secondo impianto si prevede una turbina da 700 kW circa</strong>.</p>
<p>La produzione di energia pulita attraverso l’attivazione dell’impianto idroelettrico della “Canonica” copre <strong>circa l’80 % dei consumi elettrici dell’edificio comunale</strong> e addirittura, copre tutti i consumi elettrici generando un surplus di oltre il 50% in caso di realizzazione del secondo impianto. L’energia in surplus verrebbe comunque immessa nella rete locale diminuendo l’importazione di energia dall’esterno<br />
<strong>Un po’ di storia</strong><br />
<strong>Sorse intorno al 1130 a Casalecchio la Canonica di Santa Maria di Reno</strong>, tenuta dai Canonici renani. Questa istituzione avrà un ruolo rilevante nel territorio casalecchiese e negli sviluppi storici del paese. Furono i Canonici renani a scavare il primo tracciato del canale di Reno e dotarlo di una semplice chiusa: il canale venne poi ampliato e prolungato nel prosieguo dei tempi e la chiusa assunse l’imponente aspetto di oggi. Nel corso dei secoli, lungo il canale, vennero realizzati punti intermedi di regolazione del flusso delle acque che sono tuttora in uso: una di queste è rappresentato proprio dalla cosiddetta Filanda in località Croce. In quel punto esisteva un passo (detto oggi Passo della Canonica), o meglio un guado usato per attraversare il fiume quando ancora il ponte non esisteva.</p>
<p><strong>Il primo mulino della Canonica fu completato nel primo semestre del 1307</strong>. Fu poi venduto per quattromila ducato d’oro ai Cospi, antica famiglia senatoria bolognese che ebbe in proprietà una villa, oggi conosciuta come Villa Ghidini. Più volte rifatto e ingrandito, il mulino macinava in origine semi oleosi, poi, dopo molto tempo, si modificò in mulino da grano.</p>
<p> <strong>Nel 1842 un gruppo di imprenditori bolognesi installò alla Canonica un grande canapificio moderno</strong>, uno dei primi in Italia per dimensioni, macchinari e disponibilità finanziarie. Lo stabilimento, alto quattro piani, utilizzava unicamente l’energia idraulica fornita dal canale ed era specializzato nella fabbricazione di spaghi, “cordette” e fili da calzolai.</p>
<p><strong>Il canapificio della Canonica fu acquistato nel 1906 dal Linificio e dal Canapificio nazionale</strong> che integrò l’energia idraulica con quella a vapore. Al massimo della produzione lo stabilimento impegnò settecento persone. Dopo un periodo di espansione negli anni Venti del secolo scorsi, nel decennio successivo iniziò una crisi che lo portò alla chiusura. <strong>Durante la Seconda Guerra Mondiale venne bombardato</strong>, ma fu ricostruito subito dopo e rimase in piena attività sino alla metà degli anni Ottanta, mantenendo il suo storico nome. Dopo la dismissione del mulino della Canonica la Filanda fu abbandonata. Il mulino venne demolito dopo pochi anni e alcuni edifici annessi rimasero per qualche tempo per consentire l’alloggiamento in altro sito della persone che ancora vi abitavano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cambieresti.org/blog/2012/energia-pulita-dalla-ruota-idraulica-della-filanda/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>M&#8217;illumino di meno</title>
		<link>http://www.cambieresti.org/blog/2012/millumino-di-meno/</link>
		<comments>http://www.cambieresti.org/blog/2012/millumino-di-meno/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 15:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Carboni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[buone pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[Casalecchio di reno]]></category>
		<category><![CDATA[caterpillar]]></category>
		<category><![CDATA[filippo solibello]]></category>
		<category><![CDATA[fonti rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[impronta ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[Kyoto]]></category>
		<category><![CDATA[m'illumino di meno]]></category>
		<category><![CDATA[massimo cirri]]></category>
		<category><![CDATA[protocollo di Kyoto]]></category>
		<category><![CDATA[radio2]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>
		<category><![CDATA[stili di vita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cambieresti.org/?p=1337</guid>
		<description><![CDATA[Torna il 17 febbraio l'iniziativa lanciata da Caterpillar per sensibilizzare l'opinione pubblica sul risparmio energetico. Aderisci anche tu!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il freddo di questi giorni ha riportato all&#8217;attenzione di tutti noi l&#8217;estrema dipendenza che abbiamo verso i combustibili non rinnovabili e verso il consumo elevato di risorse del nostro pianeta.<br />
Quali soluzioni alternative propongono i cittadini, le amministrazioni, le imprese, la società civile?</p>
<p>E&#8217; quello che si cerca di scandagliare e raccogliere con <a href="http://caterpillar.blog.rai.it/milluminodimeno/" target="_blank">M&#8217;illumino di meno</a>, la campagna con cui dal 2005 sui microfoni della trasmissione <strong>Caterpillar</strong>, in onda su Radio2Rai, si celebra l&#8217;anniversario della firma del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Protocollo_di_Ky%C5%8Dto" target="_blank">Protocollo di Kyoto</a>, avvenuta il <strong>16 febbraio 1997</strong>.</p>
<p>Parafrasando i celebri versi di Ungaretti, Cirri e Solibello invitano a ridurre al minimo il consumo energetico, spegnendo il maggior numero di dispositivi elettrici non indispensabili. Partita con la richiesta di adesione ai singoli cittadini, <strong>M&#8217;illumino di meno</strong> si è estesa anche a livello locale, con le adesioni da parte dei Comuni, fino ad arrivare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con il patrocinio del <strong>Ministero dell&#8217;Ambiente</strong>, e il riconoscimento anche del <strong>Parlamento Europeo</strong>.</p>
<p>I conduttori più sostenibili della Rai invitano gli ascoltatori a condividere sulle loro frequenze e sui loro spazi web 2.0 informazioni relative alle pratiche su:<br />
- riduzione degli sprechi<br />
- produzione di energia pulita<br />
- mobilità sostenibile (bici, car sharing, mezzi pubblici, andare a piedi)<br />
- riduzione dei rifiuti (raccolta differenziata, riciclo e riuso, attenzione allo spreco di cibo)</p>
<p>Il <strong>Comune di Casalecchio di Reno</strong> ha aderito diverse volte alla manifestazione, coinvolgendo soprattutto le scuole e gli uffici pubblici.<br />
Ma anche la società civile, le imprese e i singoli cittadini possono <a href="http://www.radio.rai.it/radio2/millumino/regioni/italia.cfm" target="_blank">aderire a M&#8217;illumino di meno</a> con consigli da estendere a tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riportiamo qui di seguito l&#8217;elenco delle buone pratiche suggerite da Caterpillar</p>
<p><strong>IL DECALOGO DI M’ILLUMINO DI MENO</strong><br />
Buone abitudini per la giornata di M’illumino di Meno (e anche dopo!)</p>
<p>1. spegnere le luci quando non servono<br />
2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici<br />
3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria<br />
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola<br />
5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre<br />
6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria<br />
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne<br />
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni<br />
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni<br />
10. utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.</p>
<p><a href="http://caterpillar.blog.rai.it/milluminodimeno/integrazioni-al-decalogo-di-millumino-di-meno/" target="_blank">Per approfondire</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cambieresti.org/blog/2012/millumino-di-meno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Passeggiata  invernale al Parco della Chiusa</title>
		<link>http://www.cambieresti.org/blog/2012/passeggiata-invernale-al-parco-della-chiusa/</link>
		<comments>http://www.cambieresti.org/blog/2012/passeggiata-invernale-al-parco-della-chiusa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 15:39:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Carboni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[impronta ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[parco della chiusa]]></category>
		<category><![CDATA[passeggiata]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
		<category><![CDATA[stili di vita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cambieresti.org/?p=1330</guid>
		<description><![CDATA[Domenica 5 febbraio passeggiata invernale al parco della Chiusa per scoprire il fascino delle variazione stagionali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Casa per l’Ambiente</strong>, grazie alla instancabile opera dei suoi volontari, organizza per <strong>domenica 5 febbraio</strong>, con inizio alle <strong>ore 10,00</strong>, una passeggiata invernale all’interno del Parco della Chiusa. Questa iniziativa fa parte del ciclo <a href="http://www.comune.casalecchio.bo.it/servizi/eventi/cerca_fase03.aspx?ID=6539" target="_blank"><strong>Le quattro stagioni del Parco della Chiusa</strong></a> che si propone di <strong>far conoscere il Parco nei suoi diversi aspetti stagionali</strong>. La passeggiata sarà completata da approfondimenti sulle conifere presenti nel parco.</p>
<p><strong>Questo il programma</strong>:<br />
- Partenza alle ore 10,00, davanti alla Casa per l’Ambiente (in cima a Vicolo Dè Santi, angolo via Panoramica)<br />
- Il rientro al punto di partenza è previsto entro le ore 13,00<br />
- L’itinerario si svilupperà per gran parte all’interno del Parco con un percorso scelto dagli accompagnatori<br />
- Durante la passeggiata si avrà modo di imparare a conoscere le conifere presenti nel parco: abeti, pini, cipressi, tuie, libocendri e altri che in questa stagione si osservano particolarmente bene.</p>
<p><strong>Per l’escursione si richiede</strong> una certa abitudine a camminare per qualche ora anche in salita e su terreni sconnessi. Servono scarponcini o pedule da montagna, scarpe non con suola liscia. E’ utile portare con sé uno zainetto con berretto, giacca impermeabile, occhiali da sole, acqua. Sconsigliate le scarpe da tennis se ha piovuto recentemente.<br />
In caso di neve si valuterà di fare il percorso con le ciaspole mentre in caso di pioggia particolarmente forte l’escursione sarà annullata.</p>
<p>La gita è gratuita e non è richiesta copertura assicurativa<br />
<strong>Info</strong>: Alessandro (328.4766980) – Maurizio (333 3799133).</p>
<p>A proposito della stagionalità e della natura un fenomeno molto preoccupante è successo nel mese di gennaio: <strong>molte specie animali,</strong> a causa del tempo insolitamente clemente e della alterazione climatica a provocata del riscaldamento terrestre, <strong>sono entrate in calore in maniera molto anticipata</strong>.<br />
Questo provocherà molto probabilmente la <strong>nascita anticipata di piccoli animali</strong> che si troveranno quindi ad affrontare i loro primi giorni di vita in un ambiente non ancora favorevole per  la loro crescita con il probabile decesso di questi cuccioli.</p>
<p>Se le stagioni sono così alterate da cambiare in modo così drammatico l’equilibrio ormonale e vitale degli animali e delle piante dobbiamo seriamente preoccuparci dello stato di salute del nostro pianeta.</p>
<p>Ecco perché, oltre alla bellezza di camminare in un ambiente naturale, è così importante partecipare a queste escursioni nel polmone verde del nostro territorio. Si dà <strong>concreta testimonianza della nostra volontà di preservare l’armonia e lo stato di salute dell’ambiente naturale</strong>. Con i nostri comportamenti e con la nostra voce dobbiamo chiedere ai politici e alle forze economico-finanziarie di invertire la rotta di uno sviluppo economico cieco di fronte a questi drammatici cambiamenti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cambieresti.org/blog/2012/passeggiata-invernale-al-parco-della-chiusa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Genuino clandestino</title>
		<link>http://www.cambieresti.org/blog/2012/genuino-clandestino/</link>
		<comments>http://www.cambieresti.org/blog/2012/genuino-clandestino/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 11:23:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Carboni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[andrea segrè]]></category>
		<category><![CDATA[biologica]]></category>
		<category><![CDATA[campiaperti]]></category>
		<category><![CDATA[casa per la pace]]></category>
		<category><![CDATA[Casalecchio di reno]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[consumo consapevole]]></category>
		<category><![CDATA[consumo critico]]></category>
		<category><![CDATA[economia solidale]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[genuino clandestino]]></category>
		<category><![CDATA[insutv]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[nicola angrisano]]></category>
		<category><![CDATA[produttori]]></category>
		<category><![CDATA[scuola di pace]]></category>
		<category><![CDATA[spesa]]></category>
		<category><![CDATA[spreco]]></category>
		<category><![CDATA[stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[vag61]]></category>
		<category><![CDATA[xm24]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cambieresti.org/?p=1319</guid>
		<description><![CDATA[È più sana una pagnotta confezionata in un grande stabilimento agroalimentare o una pagnotta di farina di grano biologico impastata a mano dal contadino di fiducia?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una provocazione e una proposta articolata. E&#8217; quello che propone la Casa per la Pace di Casalecchio di Reno <strong>mercoledi 25 gennaio 2012</strong> con la proiezione del documentario <a href="http://casaperlapacelafilanda.it/cpcr/articles/art_5871.html" target="_blank">Genuino Clandestino</a> e con la raccolta di adesioni per il progetto <a href="http://www.cambieresti.org/wp-content/uploads/2012/01/progetto-S.T.E.S.-cercasi-adesioni.pdf" target="_blank">Sistema Territoriale dell&#8217;Economia Solidale</a>.</p>
<p>Promossa dall&#8217;associazione <strong>CampiAperti</strong>, <a href="http://www.autistici.org/campiaperti/genuino-clandestino/" target="_blank">Genuino Clandestino</a> è una campagna per denunciare un insieme di norme ritenute ingiuste che, equiparando i prodotti contadini trasformati a quelli delle grandi industrie alimentari, li rende di fatto fuorilegge.</p>
<p><a href="http://www.autistici.org/campiaperti/" target="_blank">CampiAperti</a> è un&#8217;associazione sorta una decina di anni fa dall&#8217;esperienza del gruppo informale del Coordinamento per la Sovranità Alimentare che riuniva un gruppo di contadini che praticavano l&#8217;agricoltura biologica e alcuni consumatori responsabili. Oggi, come si legge dal loro <a href="http://www.autistici.org/campiaperti/assocciazione/" target="_blank">sito</a>, <em>fa informazione, collabora con altre associazioni, gruppi e istituzioni al fine di promuovere l&#8217;incontro tra produttori e consumatori responsabili, di divulgare l&#8217;uso e la pratica dell&#8217;agricoltura contadina biologica, delle produzioni eco-compatibili, del risparmio delle risorse naturali, della ricerca di strumenti per il controllo della qualità dei prodotti e l&#8217;autocertificazione delle produzioni biologiche, come il confronto diretto tra produttori e consumatori, il controllo reciproco tra produttori, la condivisione delle esperienze e delle conoscenze tecniche.</em></p>
<p>L&#8217;associazione vede nella vendita diretta senza passaggi intermediari un ottimo strumento per tenere i prezzi contenuti e retribuire equamente il lavoro di contadini e allevatori. Facendo mercato in luoghi che condividono il suo stile &#8211; a Bologna l&#8217;<strong>XM24</strong> e il <strong>VAG61</strong>, la <strong>Scuola di Pace</strong> a San Lazzaro di Savena &#8211; si incoraggia l&#8217;incontro fra produttori e consumatori, all&#8217;insegna della stagionalità, del kilometro zero, del biologico e dell&#8217;impatto ecologico minimo.<br />
Agli aderenti all&#8217;associazione viene richiesta la disponibilità alle visite in azienda, in cui può essere verificata l&#8217;effetiva modalità di lavorazione dei prodotti che poi si ritrovano sui banchi. I produttori quindi aderiscono a una comune &#8220;carta d&#8217;intenti&#8221;, una sorta di autocertificazione della genuinità del loro prodotto e del trattamento secondo regole di igiene comuni a tutte le nostre cucine da secoli.<br />
La principale obiezione che questi produttori fanno alla normativa europea è quella di essere pensata per grandi aziende, destinatarie per altro di buona parte dei fondi comunitari, ma assolutamente inapplicabile per piccole imprese, in termini di laboratori specializzati, con determinati standard di dimensioni e attrezzature. Pertanto a questi produttori è praticamente chiusa la possibilità di presentarsi nei mercati all&#8217;ingrosso per l&#8217;impossibilità di competere sui prezzi e allo stesso tempo non è data la possibilità di trasformare i propri prodotti, ossia pane e prodotti da forno, vino, conserva, farina e granaglie, pasta fresca, uova, miele, prodotti da erboristeria.</p>
<p><strong>Genuino clandestino</strong>, come dice il &#8220;non-logo&#8221; che l&#8217;accompagna, è dunque la campagna nata a Bologna e poi diffusasi a tutta la penisola, per la libera lavorazione dei prodotti contadini. La denuncia che CampiAperti fa di queste norme ritenute ingiuste e inapplicabile per le piccole aziende, rendendole fuorilegge, è allo stesso tempo un manifesto della politica di trasparenza che da sempre mantiene nei confronti dei propri consumatori.</p>
<p>Per saperne di più è utile andare a guardare il documentario <a href="http://www.insutv.it/blog/2012/01/03/genuino-clandestino-versione-integrale/" target="_blank">Genuino Clandestino di Nicola Angrisano</a>, il collettivo di filmaker napoletani che ruota intorno al progetto di <a href="http://www.insutv.it/" target="_blank">Insutv</a> (gli stessi di <a href="http://www.cambieresti.org/blog/2010/una-montagna-di-balle/">Una Montagna di Balle</a>).<br />
Nel documentario si raccolgono testimonianze di molte parti del nostro Paese, e vengono analizzate le dinamiche del mercato alimentare, al fine di trovare nuove forme di <strong>&#8220;resistenza contadina&#8221;</strong>. Nel filmato è presente anche un intervento interessante anche quello del preside della Facoltà di Agraria di Bologna <strong>Andrea Segrè</strong>, l&#8217;inventore di <a href="http://www.cambieresti.org/blog/2011/last-minute-market-cerca-volontari/">Last Minute Market</a>, che spiega come attualmente il sistema funzioni male, dato che “non riusciamo a nutrire i 2/3 della popolazione mondiale, mentre potenzialmente potremmo nutrirne il doppio”.<br />
Guarda il <a href="http://vimeo.com/25883231" target="_blank">trailer</a><br />
Guarda il <a href="http://vimeo.com/34322825" target="_blank">documentario integrale</a></p>
<p>La visione del film che verrà proiettato <strong>mercoledi 25 gennaio </strong>alle ore 20,45 alla <strong>Casa per la Pace La Filanda</strong> di Casalecchio di Reno, si accompagna a una proposta concreta che nasce sul nostro territorio, il tentativo di progettare insieme un <a href="http://www.cambieresti.org/wp-content/uploads/2012/01/progetto-S.T.E.S.-cercasi-adesioni.pdf">Sistema Territoriale dell&#8217;Economia Solidale</a>. Per cominciare a riflettere sull&#8217;importanza sociale ed economica delle produzioni locali e sulla loro stretta relazione con il territorio, del rapporto solidale e fiduciario tra produttori e consumatori accomunati da obiettivi comuni e dall&#8217;equità e trasparenza del prezzo, sulla libera lavorazione dei prodotti destinati alla vendita diretta da parte delle piccole aziende e sull&#8217;esigenza di trovare strumenti per faciliare l&#8217;accesso alla terra da parte di aspiranti contadini.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cambieresti.org/blog/2012/genuino-clandestino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Invito alla sobrietà felice</title>
		<link>http://www.cambieresti.org/blog/2012/invito-alla-sobrieta-felice/</link>
		<comments>http://www.cambieresti.org/blog/2012/invito-alla-sobrieta-felice/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 16:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Carboni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[acqua potabile]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[andrea saroldi]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[buone pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[consumo consapevole]]></category>
		<category><![CDATA[convivialità]]></category>
		<category><![CDATA[francesco gesualdi]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
		<category><![CDATA[impronta ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[lorenzo milani]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[muoversi a piedi]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
		<category><![CDATA[porta la sporta]]></category>
		<category><![CDATA[sacchetti di plastica]]></category>
		<category><![CDATA[sobrietà felice]]></category>
		<category><![CDATA[spesa]]></category>
		<category><![CDATA[sportina]]></category>
		<category><![CDATA[spreco]]></category>
		<category><![CDATA[stili di vita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cambieresti.org/?p=1307</guid>
		<description><![CDATA[E' tempo di una decisa inversione di rotta, un cambiamento verso stili di vita più sostenibili per la comunità e per l'ambiente. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai è innegabile che ci troviamo in un periodo di crisi molto forte, che colpisce soprattutto chi ha un lavoro precario, spesso giovane, o chi il lavoro lo sta perdendo o l&#8217;ha già perso. Ci viene richiesto quotidianamente di fare dei sacrifici, ma sarebbe forse più utile a questo punto affrontare un tema che da tanti anni viene portato avanti da personaggi come <strong>Francuccio Gesualdi</strong> o <strong>Andrea Saroldi</strong>, che insieme con altri hanno scritto un interessante libro dal titolo <a href="http://www.emi.it/schede/0956-5.html" target="_blank">Invito alla sobrietà felice</a>.</p>
<p>Nel pensiero dell&#8217;allievo di <strong>don Milani</strong>, <strong>sobrietà</strong> non significa solo privazione, ma significa soprattutto “uno stile di vita, personale e collettivo, più parsimonioso, più pulito, più lento, più inserito nei cicli naturali… più in modo di essere che di avere, che sa distinguere tra i bisogni reali e quelli imposti”.</p>
<p>Sarebbe allora interessante cercare di approfittare di questo momento per cominciare ad attuare comportamenti virtuosi che possono fare sicuramente bene al nostro portafoglio, ma che a lungo raggio portano effetti positivi sui nostri comportamenti e sulla realtà che ci circonda.</p>
<p>Molte azioni possono passare semplicemente dal <strong>fare la spesa</strong>, che ai giorni nostri viene visto come il principale mezzo politico in mano ai cittadini.</p>
<p>Cerchiamo di evitare di acquistare prodotti con <strong>imballaggi</strong> eccessivi, che spesso incidono pesantemente sul prezzo, preferendo invece, quando possibile, confezioni grandi o addirittura, laddove sia possibile, <strong>prodotti alla spina</strong>.</p>
<p>Allo stesso tempo, però, è inutile riempire le nostre dispense di beni che non consumeremo mai e quindi butteremo via: cerchiamo di essere più attenti e meno ingordi, oppure di <strong>allargare le nostre tavole agli amici</strong> per consumare insieme invece che sprecare.</p>
<p>Evitiamo anche di comprare <strong>prodotti usa e getta</strong>: dai tovaglioli, ai fazzoletti, ai pannolini per i bambini. Le soluzioni della nonna non erano affatto male e ci eviterebbero acquisti frequenti e risorse letteralmente buttate.<br />
Sarebbe utile allargare questa abitudine anche fuori casa, segnalando i gestori che hanno detto no all&#8217;usa e getta.</p>
<p>L&#8217;<strong>acqua</strong> è un altro bene su cui possiamo intervenire: invece di comprarla, per di più in bottiglie di plastica, se nella nostra città è potabile, beviamo quella del <strong>rubinetto</strong>, servendoci eventualmente di <strong>caraffe filtranti</strong> per limitare il sapore di cloro che può essere fastidioso.<br />
Sempre in tema di bevande, cerchiamo di comprarle in <strong>bottiglie di vetro</strong> e prediligiamo i luoghi in cui sia possibile effettuare il <strong>vuoto a rendere</strong>.</p>
<p>Non possiamo nemmeno scordarci, quando facciamo la spesa, di portare con noi delle <strong>borse di tela</strong> oppure sacchetti di plastica che abbiamo già in casa e che quindi possiamo agevolmente riutilizzare.</p>
<p>Cominciamo a frequentare i<strong> mercati dell&#8217;usato e del baratto</strong>: potremo dare nuova vita a oggetti che non ci servono più, così come potremo trovare a buon prezzo quello che ora serve a noi.</p>
<p>Quando utilizziamo l&#8217;<strong>auto privata</strong>, cerchiamo di &#8220;massimizzare il carico&#8221;: facciamo a turno coi nostri colleghi di lavoro per accompagnarci a vicenda, e facciamo a turno anche per portare i nostri figli a scuola. Senza dimenticare che, dove è possibile, meglio usare il mezzo pubblico, o la bicicletta o, perchè no?, anche andare a piedi!</p>
<p>E infine cerchiamo di stare di più insieme: la <strong>convivialità</strong> e la discussione creano nuove idee per vivere meglio e trovare soluzioni originali ai problemi che da soli sarebbero forse insormontabili!</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=3Tkt_mvNKoc">Intervista a Giovanna Rossiello, conduttrice di Fa&#8217; la cosa giusta</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cambieresti.org/blog/2012/invito-alla-sobrieta-felice/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Happy Tappy per la Tanzania</title>
		<link>http://www.cambieresti.org/blog/2011/happy-tappy-per-la-tanzania/</link>
		<comments>http://www.cambieresti.org/blog/2011/happy-tappy-per-la-tanzania/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 02:12:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Ungarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[buone pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[impronta ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Tanzania]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cambieresti.org/?p=1287</guid>
		<description><![CDATA[Riciclare tappi di plastica aiuta l'ambiente e anche un progetto di sostegno per i bambini della Tanzania]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel <strong>Municipio</strong> di Casalecchio di Reno,  all’entrata vi è un <strong>raccoglitore trasparente</strong>, dove vi sono <strong>centinaia di tappi di plastica colorata.</strong> Come mai? L’amministrazione comunale ha aderito al progetto del CEFA “<strong>Happy Tappy: la raccolta differenziata che aiuta i bambini della Tanzania</strong>”, a cui aderisce anche la <strong>Provincia  di Bologna</strong> e <strong>le scuole</strong> dei comuni limitrofi di Bologna.</p>
<p>La raccolta differenziata di tappi  di plastica, finalizzata al loro <strong>recupero</strong> e, contemporaneamente al ricavo di fondi per il <strong>sostegno di progetti di solidarietà</strong> ha un <strong>duplice obiettivo</strong> generale: <strong> 1)ambientale</strong>, in quanto volto ad adottare nuovi comportamenti per ridurre lo smaltimento dei rifiuti. <strong>2)sociale</strong>, in quanto consentono di accrescere nei cittadini il valore della solidarietà nei confronti delle popolazioni disagiate.</p>
<p>Il lavoro svolto dal CEFA per coinvolgere i ragazzi delle scuole nella raccolta dei tappi di plastica si è rivelato veramente efficace. Inoltre tramite la vendita dei tappi di plastica a industrie specializzate nel riciclaggio degli stessi, l’associazione sostiene il <strong>progetto SAD</strong> (<strong>Sostegno a Distanza</strong>), in Tanzania, a <strong>favore della scolarizzazione e dell’alimentazione dei bambini del distretto di Njombe.</strong><br />
Il CEFA spera in questo modi di incrementare sempre più la quantità differenziata di rifiuti, contribuire a creare una cultura della tutela ambientale presso le giovani generazioni e a creare una cultura alla solidarietà internazionali fra i nostri scolari.</p>
<p><strong>La Tanzania è uno dei paesi più poveri del mondo</strong> ed è abitato da 35 milioni di persone, di etnie diverse che convivono pacificamente. Nel distretto di Njombe il CEFA ha promosso in un primo tempo la costituzione di una cooperativa di allevatori di vacche da latte che raccoglie più di 150 famiglie socie, realizzando una <strong>latteria sociale</strong>: ciò ha contribuito a migliorare il reddito delle famiglie, dall’altro assicura la disponibilità di latte fresco pastorizzato ed omogeneizzato alla popolazione, ed in particolare ai bambini che ne costituiscono la parte più debole.</p>
<p>Nel distretto di Njombe vi sono <strong>250 scuole primarie</strong> dove i bambini tra i sei e i quattordici anni trascorrono l’intera giornata, con <strong>non sempre un pranzo garantito</strong> a metà della permanenza scolastica. Il progetto di <a href="http://www.cefaonlus.it/sostegno-a-distanza/sostegno-a-distanza.asp" target="_blank">Sostegno a Distanza</a> vuole porre rimedio a questo stato di cose garantendo ogni settimana la distribuzione di una monodose di latte pastorizzato ed omogeneizzato ad ogni bambino della classe adottata.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cambieresti.org/blog/2011/happy-tappy-per-la-tanzania/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La comunità solare per la città di transizione</title>
		<link>http://www.cambieresti.org/blog/2011/la-comunita-solare-per-la-citta-di-transizione/</link>
		<comments>http://www.cambieresti.org/blog/2011/la-comunita-solare-per-la-citta-di-transizione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 16:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Carboni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cambieresti.org/?p=1297</guid>
		<description><![CDATA[La Comunità Solare sta cominciando a diventare realtà. Un workshop per illustrare il progetto a imprese ed esperti lunedi 19 dicembre a Casalecchio di Reno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Primo passo concreto per la costituzione della comunità solare locale a Casalecchio di Reno <a href="http://www.comune.casalecchio.bo.it/servizi/notizie/notizie_fase02.aspx?ID=9336" target="_blank">lunedi 19 dicembre</a> con un workshop destinato a esperti e imprese, ma aperto a tutti.</p>
<p>Molto intenso il programma della mattinata.<br />
Si partirà con l&#8217;illustrazione del progetto SIGE nei 6 Comuni della Provincia che hanno aderito &#8211; oltre a Casalecchio, anche Medicina, Mordano, Ozzano dell&#8217;Emilia, San Lazzaro di Savena e Sasso Marconi &#8211; a cura del professor Leonardo Setti, del Dipartimento di Chimica Industriale dell&#8217;Università di Bologna.<br />
Seguirà una carrellata di interventi che avrà lo scopo di mostrare che cosa significa comunità solare per le imprese e che cosa per i cittadini.</p>
<p>Nella seconda parte della mattinata, la parola verrà data ai promotori principali del progetto di comunità solare a Casalecchio di Reno: il ruolo del Comune e quello delle aziende partner che parteciperanno all&#8217;implementazione dei pannelli solari sugli edifici pubblici quali base di partenza iniziale per il progetto.</p>
<p>La tavola rotonda finale permetterà a tutti gli intervenuti di fare considerazioni di valore più generale su questo progetto che ha lo scopo di condurre i Comuni che lo metteranno in pratica a diventare città di transizione.</p>
<p>Piccola nota di colore: i buffet di metà e fine mattinata saranno rigorosamente bio.</p>
<p>Per maggiori dettagli sul progetto di Comunità Solare leggi lo <a href="http://www.comune.casalecchio.bo.it/servizi/gestionedocumentale/visualizzadocumento.aspx?ID=9284" target="_blank">Speciale Il Punto: Energie Rinnovabili</a></p>
<p>Scarica l&#8217;<a href="http://www.comune.casalecchio.bo.it/servizi/funzioni/download.aspx?ID=9285&amp;IDc=784" target="_blank">invito all&#8217;evento</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cambieresti.org/blog/2011/la-comunita-solare-per-la-citta-di-transizione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Etichette alimentari: nuovo regolamento europeo</title>
		<link>http://www.cambieresti.org/blog/2011/etichette-alimentari-nuovo-regolamento-europeo/</link>
		<comments>http://www.cambieresti.org/blog/2011/etichette-alimentari-nuovo-regolamento-europeo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 16:58:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Carboni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[consumo consapevole]]></category>
		<category><![CDATA[dario longo]]></category>
		<category><![CDATA[etichette]]></category>
		<category><![CDATA[fatto alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[spesa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cambieresti.org/?p=1278</guid>
		<description><![CDATA[Finalmente la rivoluzione che stavamo aspettando per le etichette alimentari: più chiare, più dettagliate ma soprattutto non più ingannevoli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono voluti quattro anni di lavoro, ma finalmente è stato pubblicato il <strong>nuovo regolamento dell&#8217;Unione Europea</strong> sulle diciture per le <strong>etichette dei prodotti alimentari</strong>. Questo nuovo regolamento aggiorna il precedente, risalente addirittura al 1979.</p>
<p>Per molti aspetti si tratta di una vera rivoluzione, anche se da più parti ci sono state critiche per le molte lacune contenute nella nuova normativa.</p>
<p>Lo scopo del regolamento è quello di permettere ai consumatori di scoprire con più facilità i segreti dei prodotti esposti sugli scaffali dei supermercati.</p>
<p>I principi fondamentali imposti per l&#8217;etichettatura degli alimenti sono innanzitutto la <strong>precisione</strong> &#8211; le informazioni devono essere veritiere e dimostrabili &#8211; la <strong>chiarezza</strong> e la <strong>facilità di comprensione</strong> per il consumatore medio.<br />
Le etichette dunque <strong>non devono essere ingannevoli</strong> sulle caratteristiche dell&#8217;alimento, non attribuendogli proprietà che non possiede o dandone una denominazione che induca a pensare che sia fatto con certi ingredienti, che poi invece non ci sono.</p>
<p>Ecco elencate qui di seguito le <strong>informazioni obbligatorie</strong> che dovranno essere presenti nelle etichette alimentari:<br />
a) denominazione dell&#8217;alimento<br />
b) elenco degli ingredienti<br />
c) qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico che provochi allergie, intolleranze usato nella fabbricazione o nella preparazione di un alimento e ancora presente nel prodotto non finito, anche se in forma alterata<br />
d) la quantità di taluni ingredienti o categorie di ingredienti<br />
e) la quantità netta dell&#8217;alimento<br />
f) il termine minimo di conservazione o la data di scadenza<br />
g) le condizioni particolari di conservazione e/o le condizioni di impiego<br />
h) il nome o la ragione sociale e l&#8217;indirizzo dell&#8217;operatore del settore alimentare<br />
i) il paese d&#8217;origine o il luogo di provenienza<br />
j) istruzioni per l&#8217;uso, per i casi in cui la loro omissione renderebbe difficile un uso adeguato dell&#8217;alimento<br />
k) per le bevande che contengono più di 1,2% di alcol in volume, il titolo alcolometrico volumico effettivo<br />
l) una dichiarazione nutrizionale</p>
<p>Alcune novità dovranno essere applicate dopo tre anni dall&#8217;entrata in vigore del regolamento, mentre ci vorranno cinque anni perchè vengano aggiornate completamente le informazioni nutrizionali in etichetta.</p>
<p>Per maggiori dettagli si rimanda al <a href="http://www.ilfattoalimentare.it/etichette-alimentari-nuova-legge-europea-libro-dario-dongo.html" target="_blank">testo</a> scritto da <strong>Dario Longo</strong>, in collaborazione con <strong>Il Fatto Alimentare</strong>. Il ricavato sarà interamente devoluto ad Oxfam, Medici senza Frontiere e Agire.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cambieresti.org/blog/2011/etichette-alimentari-nuovo-regolamento-europeo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vuoi aiutare il pianeta? Consuma meno carne</title>
		<link>http://www.cambieresti.org/blog/2011/vuoi-aiutare-il-pianeta-consuma-meno-carne/</link>
		<comments>http://www.cambieresti.org/blog/2011/vuoi-aiutare-il-pianeta-consuma-meno-carne/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 12:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Carboni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[allevamento]]></category>
		<category><![CDATA[buone pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[consumo consapevole]]></category>
		<category><![CDATA[deforestazione]]></category>
		<category><![CDATA[effetto serra]]></category>
		<category><![CDATA[impronta ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[spesa]]></category>
		<category><![CDATA[stili di vita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cambieresti.org/?p=1268</guid>
		<description><![CDATA[Il consumo della carne di allevamento aumenta l'inquinamento globale e compromette la salute della Terra]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è calcolato che ogni uomo occidentale <strong>consuma</strong> mediamente, nel corso della sua vita, <strong>otto mucche, trentasei pecore, trentasei suini, e cinquecentocinquanta polli</strong>. Solo a provare a visualizzare questi dati ci viene incontro l’immagine di un piccolo mattatoio personale che ognuno di noi crea con le sue abitudini alimentari. A parte le considerazioni di ordine morale sulla sofferenza provocata nell’allevamento intensivo e nell’uccisione di questi animali,  si impone una riflessione di carattere ambientalista su questo spropositato consumo di carne del mondo cosiddetto civilizzato. <strong>L’allevamento del bestiame</strong> da trasformare in carne – sia rossa che bianca -  è all’origine di <strong>massicce emissioni di gas, provoca deforestazione, divora enormi quantità di acqua</strong> e contribuisce quindi in modo significativo ai sempre più allarmanti malanni della Terra.Bisogna quindi <strong>cambiare con decisione le nostre abitudini alimentari</strong>, rinunciando inizialmente alla carne per due giorni alla settimana e poi procedere ad ulteriori riduzioni.</p>
<p>Queste le ulteriori cifre, fornite dalla FAO che dovrebbero indurci in comportamenti virtuosi: <strong>l’allevamento di bestiame da macello genera un quinto delle emissioni che causano l’effetto serra</strong>. I ruminanti, in particolare le mucche, aggravano il problema perché a causa della loro accentuata flatulenza emettono in grandi dosi una sostanza – il metano – ventitré volte più pericolosa del biossido di azoto per quanto riguarda il surriscaldamento globale.E’ quindi necessario un intervento deciso perché su scala mondiale il consumo della carne è in forte aumento e in assenza di inversioni di tendenza porterà a raddoppiare gli allevamenti di bestiame da oggi al 2050, a ulteriore scapito del pianeta.</p>
<p>Le implicazioni globali della crescita dell’industria zootecnica, in particolare se consideriamo i problemi causati dalle malattie di origine alimentare, dalla farmaco-resistenza e dalle potenziali pandemie, sono terrificanti.<br />
Un consumo considerevole di carne – soprattutto quella rossa – è dimostrato che provoca un <strong>notevole aumento di tumori di tipo intestinale</strong>, problemi metabolici e un accumulo di ormoni, presenti nelle carni, i cui effetti a lungo termine non sono ancora ben valutabili, ma sicuramente bene non fanno. Inoltre tutte le carni provenienti da allevamenti industriali contengono alte dosi di <strong>antibiotici</strong> che introdotte nel nostro  organismo ci rendono sempre più <strong>farmaco resistenti</strong> e quindi più attaccabili da virus e batteri.</p>
<p>La rinuncia alla fettina  o al panino al prosciutto non diventa quindi solo una opzione per migliorare le nostre condizioni di salute personali, ma anche un fattore decisivo per la  salute dell’intero pianeta.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cambieresti.org/blog/2011/vuoi-aiutare-il-pianeta-consuma-meno-carne/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

